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chi ti solleva
su per il tetto?
prendi queste righe
proteggile dal freddo

occhi di bruma
di porcellana
due gatti, avidità
bottiglia nella neve
di città

milano ottobre 2016

Mi sono sempre visto
attraverso i tuoi occhi
ora dovrò cavarmela da solo
magari descriverti la via

Non sum dignus

Come fai ad andare avanti
sapendo che non puoi voltarti
che il giorno ha lasciato la carrozza
che fai salire l’oscurità e via

Non ti stai perdendo niente
almeno ascoltare puoi
e piangere

BEAUTIFUL THING

Non voglio subito squadrarti in versi
Mi limito a guardare
Ma non mi stacco e forse ti consumerò
Acqua negli occhi e occhi in te
Legno che non brucia

Quando arriverò tremante di per sempre
Quando arriverai sicura ormai
Di ogni peso deposto
Di ogni impero
Beautiful thing

Noccioline ansanti vanno e vengono
Corrono lungo la spirale dell’orizzonte
Un modo nuovo di dire domani
Tutto va viene e passa ma
Tu sei qui e ci resti

Linee si profilano da conoscere
Squagli cartilagini indurite
Da quali secoli prendi questi fuochi
Lo sai solo forse tu
Beautiful thing


ERRORE 404 (non averti avuta prima)

Dolci parole e dolci brezze
E trecce e tagli speciali
Contraddici tutti noi e te stessa
Nell’amore e nell’austerità
Nel Gange e nel Tibet
Cerco di parlarti
Come facevo prima
Ma tanto tempo fa
Morbida ma non troppo
Scoppi piercing ingegnosi
Un laccetto al collo porti
E un laccio a me
Come le cime
Dei monti, dei mari
Tento di andare
E a tentoni vado
È tanto il tempo nei tuoi occhi
Che diresti che sono più d due
L’anima bianca come la casacchina

Mi attira la purezza della follia
E penso che sei già mia
E voglio una piccola occhiata
Sei quanto di buono
Quanto mi serve proteggere
Curare preoccupanti titubanze
E deliziose insicurezze
Piacevole è rompere prigioni
Perché temevo i travisatori fuori
Adesso vedo di capire corse
E forse chissà ti farò leggere
Come l’ultima frase mai nata
L’ultima nota che ho suonato

Labbra carnose socchiuse
Chiudi grotte porose.


***

Limoni a casa
E le carezze
Coordinate
Che non conosco
Sei sulla vetta
Ti vedo netta
Resta ferma
Ci arriverò

Fatta di tè
Mi bagni la fronte
Bevi da me
Tarkari dal bath
Ti porto al dito
Come un’impresa
Ti porto addosso
Ti bacio tesa.


cetara luglio 2016

Chiedi promesse, o le consigli
Ma è dura dire che parli
Nessuno ti fa più il bucato

Parti, non parti
O resti
Vorresti
Condurre la danza
Spiacente
La pura e semplice decadenza
Ti costa l’Inferno
Giù

Tu sei il moderno varco attivo
Il motivo per restare vivo.

09.07.2016

Piccolo oro delicato ignoto
Ancora, presto arriva
Con l’ignorante amico isterica
La strada è finita ma continua a salire

È l’eroe delle bambine
Quando suona ballano
Piccoli oggetti in terza persona
Spera che vi piacciano

Dovunque andrai sei uno di noi
Non vieni da Fresno non vieni da Tromsø
Si spezza il filo perché non c’è lei
Ci metti un cerotto perché ancora ci sei

E il venditore di stereotipi
La marionetta, la cassiera
Chi li ha messi lì?
E lei ora può cercare un topic
Ora può annoiarsi

È l’eroe delle bambine
Quando suona ballano
Occhi bendati in terza persona
Spera che guariscano


Queste poesie sono state composte dai ragazzi dell’Istituto Giovanni Paolo II (Liceo delle Scienze Umane), dove insegno. Partendo da poche semplici “regole” (Genere: Poesia; Strofe: Quartine (4 versi). NB: L’ultima strofa può essere un distico (2 versi). Tema: Libero. NB: Va indicato l’argomento/titolo del componimento), i ragazzi hanno scatenato in modo sorprendente la loro fantasia. Quasi tutti hanno accettato di pubblicare e firmare i loro lavori qui e, prossimamente, su un periodico. L'ordine è alfabetico. Mi è stato chiesto di dire che l’idea mi è venuta facendo i piatti. Buona lettura. ao


L'AMORE IMPOSSIBILE

Il mio amore per te
il tuo amore per lei
e il suo amore per lui
il nostro amore impossibile.

(SVEVA FARO II A)

I PROBLEMI

Ci sarà anche del sole che splende
e un bellissimo mare
ma ci son troppi cocci,
troppi cocci sul muro

Gli uccelli canteranno anche
ma da lì i cocci
non si son mossi
cosa posso farci?

E più ci provo e più mi
sanguinano le mani
e credo che non scavalcherò mai il muro
per farlo sono troppo pallido stanco e impuro

ANONIMO

(RICCARDO FRANCESCHILLI I A)

COLUI CHE MI GUARDA

Di nero vestito
e rosso beffardo
ride di me
guardandomi dall'alto

Di nero vestito
e rosso di rabbia
è il tipo allo
specchio colui che mi guarda

(RICCARDO FRANCESCHILLI I A)                  

L’AMORE

L’amore è imperfetto,
sembra quasi uno scherzo,
con lui non puoi giocare,
perché il cuore ti fa male.

Tante volte abbiam sofferto,
“Mai na gioia” abbiamo detto,
con il cuore birbantello
nessuno ci ha mai detto,
quello che veramente può scatenare.

Cosa ci è successo?
Mai nessuno vicino al petto
sempre “poi” ci han detto,
un’illusione senza tempo,
sembra quasi un posto così bello

“Sei la mia vita” mi han detto
ma porto una cicatrice nel petto,
Come mai? mi è stato chiesto
mentre io non capivo cosa fosse successo.

(VIRGINIA FURLAN I A)

MANCANZA

Quanto mi manchi, probabilmente non mi pensi,
da quando non ci sei continuo a cercarti,
da quando non ci sei, non ci sono più nemmeno io.
Non vado avanti, per un po’ mi soffermerò a pensarti.

Probabilmente parlerò di te come un pezzo della mia vita,
probabilmente verrò a prenderti,
un giorno mi ritornerai in mente e forse sarà troppo tardi
o forse ti ritornerò in mente e spero di mancarti.

Ora che non ci sei più, non riesco più a trovare del “buono”,
dato che prima il buono per me eri tu.
Non riesco a concentrarmi se non ci sei tu nella mia mente,
non riesco a vivere se non ci sei più tu nella mia vita… vita mia!

(VIRGINIA FURLAN I A)

IL VUOTO
(IL VUOTO DENTRO)

Cerco di colmare il vuoto che ho dentro,
anche se in fondo un vuoto non lo sento,
non so cosa cerco,
anche se qualcosa dentro me lo sento.

(LEONARDO IERACE II A)

TATUAGGI

I tatuaggi sono come un libro aperto;
pagine che nessuno ha mai letto.
Nero, blu, giallo e rosso,
inchiostro inciso sulla pelle come un cielo pieno di stelle.

I tatuaggi sono come enigmi,
il corpo ornato di ricordi,
quei ricordi che mai ti scordi.

(FEDERICA MAIETTA II A)

L'AMORE

L'amore ha la capacità di trasportarti in un'altra dimensione
per quanto possa essere forte provare un sentimento così
Ho sempre desiderato innamorarmi per davvero,
ritrovandomi ad avere occhi lucidi per la gioia della sensazione provata;

Ho voglia di sentire le sue mani
scivolare delicatamente sul mio viso;
Ho voglia di sfiorare le sue labbra con le mie
quasi come se fosse un intersecarsi di note

che vanno lentamente a formare un accordo musicale
Ho voglia di sentire i nostri cuori battere forte;
come fossero dei tamburi
per quanto amore ci possa essere in noi.

Ho voglia di sentire il suono della sua voce
che riesce ad amalgamarsi con il mio;
Ho voglia di toccare il suo corpo,
come se fosse una scultura che deve ancora essere modellata.

E' tanta la voglia di risvegliarmi
e ritrovarmi accanto a lui;
Sento la necessità dei suoi abbracci
poiché riescono ad eliminare i pensieri più sgradevoli

che si trovano dentro di me.
Ho il desiderio di sentirmi senza problemi,
completamente parte di lui;
Però il mio desiderio primario è semplicemente

Quello di guardarlo dritto negli occhi,
per riuscire a innamorarmi ancora di più.

(SHAKUNTALA ORZANO III A)

DEDICATA AL MIO FRATELLINO

Eri così piccolo fra le mie mani
tanto ch'io ebbi paura
che i miei gesti fossero vani
troppo poco per una piccola creatura

E poi ti ho visto crescere
tra carezze, lotte, lotte per carezze
troppo ti sei fatto amare
tu, una delle mie poche certezze

Tu, con i tuoi sorrisi
tanti di poche bellezze


(ILARIA TREVISAN II A)

togli l’aria al cervello
puoi pensare
farti male
come 7 anni fa
godere
certo, morire
ascoltare ciò che ti va
ma dubito

che tu sia ancora intera

giro e guardo il mare e l'orizzonte e te che sei passata senza mai davvero muoverti e persone questi cani e poi le ronde che mi tengono qui

se nelle bettole profonde professore affondi le radici dici che le tue narici non vanno più piantale quassù
perché per chetarti ti permeano dosi di nettare tare ereditarie che ti fanno errare lettere ree di proteggere geni bimba
ti fanno fare grossi passi avanti nel proteggerti bimba

gioco con verbi acerbi
quanto vuoi tu però
divi ubriachi di vita devono tante virtù
chiuso dentro una stanza 
recito la mia essenza
uomini così piccoli una stanza così piena
allenati a respirare nella pancia della balena

antonio 11 aprile 2016

Porta macerie
guida cadente
fiato fissato
al grido soccombe

cera chiarissima
e certame c'era
con voce tremante
ho respinto
dei vostri cuori
l'amore
e m'invento una scusa impossibile.

Una Ferrari che corre verso lo scasso
solo perché è bello, come una volta.

su di me

La mia foto
Ariano Irpino, Avellino, Italy
Antonio Oliva è nato nel 1985 ad Ariano Irpino (AV). Ha partecipato a numerosi progetti teatrali e musicali. Nel 2009 si laurea in Lettere Moderne e nel 2012 in Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. Dopo diverse esperienze nel 2015 si abilita all'insegnamento presso lo stesso Ateneo. Ha lavorato a Roma e Bergamo e vive itinerando.
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