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Chiedi promesse, o le consigli
Ma è dura dire che parli
Nessuno ti fa più il bucato

Parti, non parti
O resti
Vorresti
Condurre la danza
Spiacente
La pura e semplice decadenza
Ti costa l’Inferno
Giù

Tu sei il moderno varco attivo
Il motivo per restare vivo.

09.07.2016

Piccolo oro delicato ignoto
Ancora, presto arriva
Con l’ignorante amico isterica
La strada è finita ma continua a salire

È l’eroe delle bambine
Quando suona ballano
Piccoli oggetti in terza persona
Spera che vi piacciano

Dovunque andrai sei uno di noi
Non vieni da Fresno non vieni da Tromsø
Si spezza il filo perché non c’è lei
Ci metti un cerotto perché ancora ci sei

E il venditore di stereotipi
La marionetta, la cassiera
Chi li ha messi lì?
E lei ora può cercare un topic
Ora può annoiarsi

È l’eroe delle bambine
Quando suona ballano
Occhi bendati in terza persona
Spera che guariscano


Queste poesie sono state composte dai ragazzi dell’Istituto Giovanni Paolo II (Liceo delle Scienze Umane), dove insegno. Partendo da poche semplici “regole” (Genere: Poesia; Strofe: Quartine (4 versi). NB: L’ultima strofa può essere un distico (2 versi). Tema: Libero. NB: Va indicato l’argomento/titolo del componimento), i ragazzi hanno scatenato in modo sorprendente la loro fantasia. Quasi tutti hanno accettato di pubblicare e firmare i loro lavori qui e, prossimamente, su un periodico. L'ordine è alfabetico. Mi è stato chiesto di dire che l’idea mi è venuta facendo i piatti. Buona lettura. ao


L'AMORE IMPOSSIBILE

Il mio amore per te
il tuo amore per lei
e il suo amore per lui
il nostro amore impossibile.

(SVEVA FARO II A)

I PROBLEMI

Ci sarà anche del sole che splende
e un bellissimo mare
ma ci son troppi cocci,
troppi cocci sul muro

Gli uccelli canteranno anche
ma da lì i cocci
non si son mossi
cosa posso farci?

E più ci provo e più mi
sanguinano le mani
e credo che non scavalcherò mai il muro
per farlo sono troppo pallido stanco e impuro

ANONIMO

(RICCARDO FRANCESCHILLI I A)

COLUI CHE MI GUARDA

Di nero vestito
e rosso beffardo
ride di me
guardandomi dall'alto

Di nero vestito
e rosso di rabbia
è il tipo allo
specchio colui che mi guarda

(RICCARDO FRANCESCHILLI I A)                  

L’AMORE

L’amore è imperfetto,
sembra quasi uno scherzo,
con lui non puoi giocare,
perché il cuore ti fa male.

Tante volte abbiam sofferto,
“Mai na gioia” abbiamo detto,
con il cuore birbantello
nessuno ci ha mai detto,
quello che veramente può scatenare.

Cosa ci è successo?
Mai nessuno vicino al petto
sempre “poi” ci han detto,
un’illusione senza tempo,
sembra quasi un posto così bello

“Sei la mia vita” mi han detto
ma porto una cicatrice nel petto,
Come mai? mi è stato chiesto
mentre io non capivo cosa fosse successo.

(VIRGINIA FURLAN I A)

MANCANZA

Quanto mi manchi, probabilmente non mi pensi,
da quando non ci sei continuo a cercarti,
da quando non ci sei, non ci sono più nemmeno io.
Non vado avanti, per un po’ mi soffermerò a pensarti.

Probabilmente parlerò di te come un pezzo della mia vita,
probabilmente verrò a prenderti,
un giorno mi ritornerai in mente e forse sarà troppo tardi
o forse ti ritornerò in mente e spero di mancarti.

Ora che non ci sei più, non riesco più a trovare del “buono”,
dato che prima il buono per me eri tu.
Non riesco a concentrarmi se non ci sei tu nella mia mente,
non riesco a vivere se non ci sei più tu nella mia vita… vita mia!

(VIRGINIA FURLAN I A)

IL VUOTO
(IL VUOTO DENTRO)

Cerco di colmare il vuoto che ho dentro,
anche se in fondo un vuoto non lo sento,
non so cosa cerco,
anche se qualcosa dentro me lo sento.

(LEONARDO IERACE II A)

TATUAGGI

I tatuaggi sono come un libro aperto;
pagine che nessuno ha mai letto.
Nero, blu, giallo e rosso,
inchiostro inciso sulla pelle come un cielo pieno di stelle.

I tatuaggi sono come enigmi,
il corpo ornato di ricordi,
quei ricordi che mai ti scordi.

(FEDERICA MAIETTA II A)

L'AMORE

L'amore ha la capacità di trasportarti in un'altra dimensione
per quanto possa essere forte provare un sentimento così
Ho sempre desiderato innamorarmi per davvero,
ritrovandomi ad avere occhi lucidi per la gioia della sensazione provata;

Ho voglia di sentire le sue mani
scivolare delicatamente sul mio viso;
Ho voglia di sfiorare le sue labbra con le mie
quasi come se fosse un intersecarsi di note

che vanno lentamente a formare un accordo musicale
Ho voglia di sentire i nostri cuori battere forte;
come fossero dei tamburi
per quanto amore ci possa essere in noi.

Ho voglia di sentire il suono della sua voce
che riesce ad amalgamarsi con il mio;
Ho voglia di toccare il suo corpo,
come se fosse una scultura che deve ancora essere modellata.

E' tanta la voglia di risvegliarmi
e ritrovarmi accanto a lui;
Sento la necessità dei suoi abbracci
poiché riescono ad eliminare i pensieri più sgradevoli

che si trovano dentro di me.
Ho il desiderio di sentirmi senza problemi,
completamente parte di lui;
Però il mio desiderio primario è semplicemente

Quello di guardarlo dritto negli occhi,
per riuscire a innamorarmi ancora di più.

(SHAKUNTALA ORZANO III A)

DEDICATA AL MIO FRATELLINO

Eri così piccolo fra le mie mani
tanto ch'io ebbi paura
che i miei gesti fossero vani
troppo poco per una piccola creatura

E poi ti ho visto crescere
tra carezze, lotte, lotte per carezze
troppo ti sei fatto amare
tu, una delle mie poche certezze

Tu, con i tuoi sorrisi
tanti di poche bellezze


(ILARIA TREVISAN II A)

togli l’aria al cervello
puoi pensare
farti male
come 7 anni fa
godere
certo, morire
ascoltare ciò che ti va
ma dubito

che tu sia ancora intera

giro e guardo il mare e l'orizzonte e te che sei passata senza mai davvero muoverti e persone questi cani e poi le ronde che mi tengono qui

se nelle bettole profonde professore affondi le radici dici che le tue narici non vanno più piantale quassù
perché per chetarti ti permeano dosi di nettare tare ereditarie che ti fanno errare lettere ree di proteggere geni bimba
ti fanno fare grossi passi avanti nel proteggerti bimba

gioco con verbi acerbi
quanto vuoi tu però
divi ubriachi di vita devono tante virtù
chiuso dentro una stanza 
recito la mia essenza
uomini così piccoli una stanza così piena
allenati a respirare nella pancia della balena

antonio 11 aprile 2016

Porta macerie
guida cadente
fiato fissato
al grido soccombe

cera chiarissima
e certame c'era
con voce tremante
ho respinto
dei vostri cuori
l'amore
e m'invento una scusa impossibile.

Una Ferrari che corre verso lo scasso
solo perché è bello, come una volta.

Mano nella mano
Nella mano
Ma guardate su
Su
Tutti quanti vanno su

Un momento
Cosa accade
Ti lasciai andare
Ti verrò a prendere

10 marzo 2016

È senza aiuti
senza maschera
che parlo con te
che ancora non ci sei
e ti prometto un giorno e una vita
e ti prometto ti aspetterò
finché non cambia il vento
quando mi sento stanco
ti amerò come un piano
che lamenta per sempre.

...mi manca qualcosa
se sapessi cosa...

E così una notte fuggì
non era mai stato tanto lontano
si perse tra la nebbia e i gol
quand'era tardi potevi sentirlo gridare

poi il primo giorno entri tu, scampata a chissà cosa
mentre lui era fondamentalmente sopravvissuto a se stesso
e al traffico bestiale che l'accolse
all'arrivo nelle sabbie dell'ignoranza
prestato a un'altra arte
stordito in un ballo d'oblio

poi bionde ancor ritrose, il secondo giorno e il terzo
piovevano giudizi discordanti
probabilmente lo amavi ma chi l'odiava c'era
si ricordava di plaudere sempre l'uditorio
ma lui cercava di tornare a casa, dovunque fosse
per continuare, già, continuare qualcosa
senza più nessuno alla stazione per lui

il quarto fu cucito su misura
da un sarto senza arte, con paura
spirito soffiato via mentre schiaffeggiava discepoli
non l'hanno mai capito
non era uno di loro
vecchio diavolo, un nuovo grasso inferno
ricche Doctor Martens sistemate

guido per le strade
sfumo dentro Jaipur

capelli al vento, venite tutti a me
teneri guai, di voi farò diamanti
di starnuti venti e di tracolli cento
mentre attento all'acqua cheta e al pianto
della tua maglietta zapatista
che comprammo il giorno quinto.

Meglio se non mi pensi e mi lasci perdere
non conviene star vicino a me
però mi piace guardare che mi guardi
con nocciole su levigato ebano
capelli avanti tutta per coprire
gli strappi sopra i jeans e sopra te
di tutti i colori della tua cenere

e arriva, ha un aria felice
e ascolta rock ed è una ninfa e danza
stasera vestita di gioielli
abito nero senza reggiseno
sui sampietrini rotti, sempre quelli
trasandata su un piccolo treno
non è giovane, non è vestita bene
chissà che cosa sa, che cosa teme
occhi e labbra non ti dicon dove va
nella pancia sbatte il giorno e la città.

Che dire, mi dispiace
per chi mi ha voluto, per chi no
del vino versato in Ciociaria
del latte benedetto e del pane
e di quanto ho detto fino a oggi
i cimbali sonano ancora
il mio testamento è in una bottiglia,

in giro per Jaipur
sfumo dentro te
Oṃ.

1° marzo 2016
antonio ॐ

su di me

La mia foto
Ariano Irpino, Avellino, Italy
Antonio Oliva è nato nel 1985 ad Ariano Irpino (AV). Ha partecipato a numerosi progetti teatrali e musicali. Nel 2009 si laurea in Lettere Moderne e nel 2012 in Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. Dopo diverse esperienze nel 2015 si abilita all'insegnamento presso lo stesso Ateneo. Ha lavorato a Roma e Bergamo e vive itinerando.
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